Perché oggi i Manager hanno bisogno di Leadership

Da discreto tempo e sempre più frequentemente, siamo invasi di articoli e vignette che dovrebbero riassumere la differenza tra Manager/Boss in contrapposizione al Leader, ritraendo quest ultimo come un’ evoluzione illuminata.

La premessa che dovrebbe valere è che innanzitutto un Manager ha una connotazione gerarchica, con responsabilità e incarichi di direzione, mentre un Leader può anche essere nascosto tra le file, essere uno del gruppo che spicca particolarmente tra gli altri con diverse doti, come John Cusack in “Runaway Jury”.

Senza scomodare grandi nomi e contesti come M.L.King o Ghandi, un esempio che mi piace riportare è quello del mondo calcistico dove, il Leader raramente è l’allenatore, spesso è il capitano, ma molto più di frequente sono altri giocatori che “fanno spogliatoio”, tengono la squadra unita anche nelle difficoltà, sono motivatori ed elementi di coesione.

Detto ciò, e volendoli però inserire in un contesto Aziendale e in comparazione di incarico e ruolo, per esperienza e professione mi sento di dire che è importante invece la co-esistenza di Manager e Leaders, che servano entrambi e che abbiano peculiarità e sfaccettature necessarie all’interno dell’Azienda.

manager virtuosi sanno esattamente come una cosa va fatta, quando va fatta, quali strumenti utilizzare, calcolare e pianificare, coordinare le persone e hanno una visione manageriale che in primis vuol dire “gestire”, spesso lo status quo.

I leader sono quelli capaci di vedere se la strada è però quella giusta o meno.

Come dice Covey in “The 7 Habits of Highly Effective People”, davanti ad un incarico di costruire una strada attraverso la foresta, il Manager è quello che immediatamente crea il piano, coordina le persone, scrive il budget al dettaglio ed inizia il taglio degli alberi in orario e con perfetta sequenza.

Il Leader è quello che per prima cosa sale sopra un albero e da lassù guarda qual è la direzione giusta.

Quindi perché tutto questo focus sulla Leadership e sulla necessità anche per i Manager di svilupparla?

I Manager di oggi, che essi siano Quadri o Dirigenti, sotto sottoposti a sfide contestuali moderne sempre più dinamiche, influenti e frequenti nella Aziende di ogni dimensione ed Industry.

In particolare, non in ordine di importanza:

·     Essere innovativi nei processi e nell’esecuzione

·     Dirigere Team multiculturali, remoti, smart working e diversity

·     Internazionalizzarsi verso i Clienti, i fornitori e gli stakeholders in generale

·     Fiutare opportunità oltre i propri compiti e limiti geografici

·     Gestire risorse sempre più scarse, sia di personale o di soldi

·     Gestire le dinamiche in casi di M&A o subentri di fondi di private equity

·     Maneggiare prodotti e servizi differenti

·     Essere agente di cambiamento o esserne subito follower

·     Saper lavorare in contesti senza o con limitata gerarchia

Tutti contesti e sfide disruptive che, se vale l’esempio di prima, chiedono molta più visione, molto più mettersi in discussione e un cambio di paradigma. Saper cambiare la propria pelle e del proprio Team più volte affrontando nuove sfide a cui adattarsi, al diverso e perché no, saper accettare e lavorare sui fallimenti.

Un manager troppo legato agli stereotipi da vignetta, che però esistono, rischiano di avere quindi vita breve in un contesto Aziendale moderno.

Per chi non accoglie con interesse e sfida questo nuovo percorso, sempre di più si svilupperà verso il Temporary Manager: un professionista specializzato e preparato nella gestione di una fase, di un obiettivo di breve, brevissimo termine ma con scarsa capacità di affrontare progetti che richiedono diversi step e relativi adattamenti.

Molte Aziende hanno avviato “Leadership Programs” atti proprio a infondere nella propria struttura una diversa visone del loro ruolo attivo o passivo nelle attività lavorative fino al day by day.

Andrea Tattanelli

Management Consulting – Coaching – Leadership Development
Share This